Nuovo indiziato fra gli aguzzini di Sulmona: è un minorenne.

Nuovo indiziato fra gli aguzzini di Sulmona: è un minorenne.

Ci sono aggiornamenti nel caso di violenza sessuale e revenge porn sulla 12enne di Sulmona. Un 17enne è indagato.

La lista di persone coinvolte nel caso della 12enne violentata a Sulmona, in provincia dell’Aquila, si allunga. Agli indagati, insieme ai cugini-aguzzini di 14 e 18 anni, si aggiunge un 17enne, indagato per produzione di materiale pedopornografico, riprendendo le violenze per poi diffonderle in rete.

Un calvario durato anni

Il supplizio della giovane vittima si perpetrava da due anni, secondo quanto scoperto dalle autorità. Le violenze sarebbero infatti iniziate a giugno 2023, quando la giovane si sarebbe infatuata di uno dei due iniziali indiziati. Questo avrebbe permesso loro di mettere in atto la prima aggressione, che sarebbe stata filmata e usata per minacciare la giovane e costringerla a sottoporsi ad altre violenze, pena la pubblicazione del video in rete. La vittima ignorava che i video erano già stati diffusi su WhatsApp. Ciò ha permesso agli aguzzini della 12enne di perpetuare le torture per due anni, fino a luglio 2025, quando uno dei video sarebbe stato caricato su un gruppo di WhatsApp di 40 iscritti, tra cui un’amica della giovane che l’ha prontamente avvisata. Da lì è partita la denuncia ai carabinieri.

Le indagini e gli svolgimenti

Alle famiglie, di origine straniera ma nati in Italia e ben inserite nel contesto sociale, sono stati sequestrati gli apparecchi elettronici, che saranno analizzati alla ricerca di filmati, messaggi e foto che potrebbero eventualmente inserirli nella lista degli indiziati.

Ieri, mercoledì 17 settembre, si è tenuto, alla presenza di esperti e psicologi, un interrogatorio protetto al Tribunale dell’Aquila.

L’avvocatessa della giovanissima, Maria Grazia Lepore, dichiara: “La bambina è fortemente provata. Sente un forte senso di umiliazione, di frustrazione, piange, ha detto di sentirsi ferita, violata soprattutto nell’animo. La famiglia ha chiesto di farmi portavoce della richiesta di silenzio e rispetto: la ragazzina va a scuola, cerca di andare avanti con la sua vita. I genitori ringraziano per la solidarietà ricevuta, ma chiedono rispetto”.

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